SOLE LUNA TREVISO DOC FILM FESTIVAL

5 – 21 settembre 2014, Museo di Santa Caterina
Piazzetta Mario Botter 1, Treviso
INGRESSO GRATUITO

 

I VINCITORI DEL FESTIVAL SOLE LUNA 2014

 

Miglior documentario della sezione The journey:
Kosma di Sonja Blagojević
Fuori dai discorsi politicamente corretti, ci ha sedotto per l’originalità del racconto e della narrazione. Si segnala per la singolarità con cui trasmette, attraverso le immagini, la vitalità di uno strumento mediatico che usa solo il canale sonoro, strumento che però perviene a unire la gente in un mondo iper-mediatizzato. La radio è un legame che unisce, superando la televisione. La radio Kosma diventa perciò lo strumento d’espressione di un alito di libertà e di carica identitaria, raccontato con un ritmo narrativo di grande vivezza e leggerezza. Risponde al ritmo del montaggio la presenza di una musica tonica e perfettamente espressiva delle radici slave che traduce il dolore di una minoranza sacrificata.

 

Miglior documentario della sezione Food for life:
Mustafa ‘s Sweet Dreams di Angelos Abazoglou
Attraverso la rappresentazione di uno dei capolavori della cucina mondiale, i baklava, il documentario acquisisce uno spessore narrativo, diventando la metafora dell’iniziazione, del sogno di un adolescente che con leggerezza si scontra con le difficoltà della vita. È la storia di una passione e di un sogno, raccontati con profondità e attenzione e con un ottimo montaggio. La disillusione dei sogni del giovane protagonista è compensata a sorpresa dalla scoperta dell’amore. Passionali soprattutto le sequenze che mostrano la preparazione dei dolci, magistralmente rappresentati da una fotografia che esalta il cibo, vettore di cultura e tradizione.

 

Menzione Speciale per la Regia:
Va’ pensiero di Dagmawi Yimer
Premiamo il regista che è riuscito a far emergere il talento eccezionale di un grande attore. Gli autoritratti degli immigrati senegalesi, colpiti durante la loro ordinaria vita quotidiana, sono messi a fuoco senza nessun compiacimento ma con una resa semplice e profonda di uno dei drammi della convivenza nel mondo contemporaneo. Storia di immigrazione ordinaria e straordinaria violenza, contro la libertà e il rispetto dei diritti umani, il film si segnala per l’evidenza di un cinema in forma di racconto che trova le sue radici nella tradizione dei griot.

Menzioni speciali per la Fotografia:
Von Horen Sagen di Eibe Maleen Krebs
Attraverso una fotografia di straordinaria sapienza, che utilizza il contrasto tra le luci taglienti su sfondi neri e la coreografica coloritura del mondo dei sogni, il film riesce nella sfida di rappresentare per immagini l’universo dei non vedenti. Di particolare impatto emotivo sono le “visioni” di una non vedente dentro un palloncino d’aria: forma quasi fetale e originaria del suo contatto col mondo.

La Grande Distribution di Emmanuelle Lacosse
La visione di una coreografia senza tempo, i cui i gesti si ripetono immutabilmente, trasfigura una tradizione quotidiana in arte. Le immagini del pane, di straordinaria sensualità, sono piccoli cammei sullo sfondo di rumori quotidiani che diventano ritmo musicale.

Menzione Speciale per il Montaggio:
Let them eat a cake di Alexis Krasilowsky
In questo film la sapienza e l’accelerazione del montaggio diventano rappresentazione e giudizio sull’universo globale, senza nessuna forma di moralismo esplicitato. C’è una scansione che contrappone violentemente la lussuria, il lusso e l’abbondanza di contro alla miseria e la malnutrizione, ma i motivi sotterranei del giudizio sono sempre genialmente risolti nella vivacità della modulazione delle sequenze.

Menzione Speciale per l’Innovazione:
Kijima Stories di Laetitia Mikles
Il documentario si segnala per l’originalità del tema e il coraggio della produzione. Il soggetto infatti lega, tra violenza e poesia, il mondo della scrittura al mondo del racconto, facendo del disegno un personaggio. Parafrasando la tecnica antichissima dei tatuaggi che diventano nel mondo della Yakuza (mafia giapponese) un elemento di appartenenza a un club, la perfezione dell’eleganza della gestualità, consustanziale alla cultura giapponese, e il nitore delle illustrazioni diventano strumenti che alimentano la speranza di una redenzione.
 

Sono inoltre stati assegnati:
Il premio del pubblico, a Daniele Gaglianone per La mia classe
Il premio miglior film della sezione Fiumi, a Gloria Aura Bortolini per London Afloat, assegnato dalla giuria studentesca della 4E del Liceo Artistico di Treviso
Il premio Sole Luna un ponte tra le culture, a Giancarlo Bocchi

 

Sono infine stati consegnati i diplomi d’onore per gli studenti che hanno preso parte a progetti collegati al festival e realizzati con il sostegno di sponsor quali TIMvision, Prosecco Doc ed Enel Green Power.

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